il Progetto 2022

il Progetto 2022

Auschwitz 2022 (31 Marzo - 4 Aprile)

Premessa

La libertà e la dignità di tutte le persone e la solidarietà tra uomini e donne di diversa provenienza culturale e di differente condizione sociale sono, per le Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL e UIL, valori fondanti del proprio essere e del proprio agire.

Il “giorno della memoria” rappresenta il nostro impegno per costruire continuamente e mantenere sempre viva la consapevolezza di questi valori, interrogandoci su “ciò che è stato”, sui motivi che hanno consentito il prevalere di sentimenti di rifiuto dell’umanità e di comportamenti di prevaricazione e atrocità verso il prossimo, sui principi che hanno permesso a uomini giusti di resistere, in quel tempo, alla perversione del senso comune e del conformismo, sulla responsabilità che un atteggiamento di passività e indifferenza porta con sé verso il pericolo minaccioso che tutto ciò possa ripetersi.

Auschwitz è una pagina cruciale nella complessa storia della costruzione dell’identità europea; riguarda tutti noi e ci riguarda ancora oggi. Auschwitz, il campo di concentramento e sterminio dalla natura polispecializzata, costruito dai nazisti nelle estreme propaggini orientali della Slesia, ha costituito uno dei luoghi della Shoah, lo sterminio degli ebrei d’Europa, e del Porrajmos, lo sterminio dei Rom e dei Sinti e, contemporaneamente, è stato luogo della deportazione di tutte le categorie di perseguitati politici e sociali del sistema di potere nazifascista europeo. Auschwitz ci racconta di un’incomprensibile esperienza che vede il male assoluto scaturire dal cuore stesso della civiltà, al centro di un’Europa orgogliosa degli sviluppi della tecnica, della scienza e della razionalità. Come può accadere che una democrazia si rovesci nel suo opposto, in un regime totalitario?

Così concepita, come vuole il nostro progetto, la memoria si volge al futuro e si consegna, soprattutto, alle giovani generazioni chiedendo loro di rivisitare la propria storia e la propria realtà, quella che si vive e quella che si è ereditata. La memoria deve acquisire un valore pragmatico, deve servire per fare qualcosa, per nutrire le radici di un modello di convivenza pacifico e solidale tra gli uomini e le popolazioni, per prevenire e combattere quelle tendenze che hanno originato condizioni di negazione della libertà in cui i diritti umani sono stati sacrificati.

Per CGIL, CISL e UIL il “giorno della memoria” rappresenta l’opportunità per riflettere sul valore e la dignità del lavoro, sul ruolo del lavoro per la costruzione di un progetto di libertà personale, collettivo e sociale e sul pericolo della sua alienazione raffigurata nel lavoro coatto degli operai deportati nei campi di sterminio in seguito agli scioperi che chiedevano pace e libertà.

La storia del movimento dei lavoratori lombardi ricopre un posto fondamentale nella costruzione della memoria. Gli scioperi nel Nord Italia ed in particolare lo sciopero generale del marzo 1944 – unico in Europa – danno prova del contributo fondamentale che il mondo del lavoro ha dato all’azione per la conquista della indipendenza, libertà e democrazia del nostro Paese, fino alla realizzazione della Costituzione e della Repubblica fondata sul lavoro.

 

Il Progetto

CGIL CISL e UIL propongono, attraverso questo progetto, a più generazioni, studenti, lavoratori e pensionati della Lombardia, di percorrere la stessa strada insieme ed incontrarsi ad Auschwitz, il luogo simbolo della folle politica totalitaria del nazismo.

Il ruolo di CGIL, CISL e UIL Lombardia vuole essere quello di fornire ai territori provinciali la possibilità di unificare, nel progetto generale, singoli progetti territoriali e mettere a frutto gli studi, le ricerche e le esperienze, già presenti nelle diverse province e nelle molteplici scuole, relative ai cittadini e lavoratori che hanno vissuto la tragedia della deportazione,

L’idea è quella di comporre un sistema di rete tra tutti i partecipanti e dei partecipanti con il territorio, attraverso una fase di preparazione del viaggio con lavori di costruzione della memoria, nelle scuole e nelle città, e di comunicazione delle esperienze che il viaggio permetterà di vivere, ritornando nelle scuole e nelle città, coinvolgendo studenti e cittadini con iniziative che parlano del proprio vissuto.

Noi crediamo che “in Treno per la Memoria” sia un’opportunità importante e significativa al fine di creare occasioni di coesione sociale nell’intento di costruire una società migliore, anche attraverso la semplice ritualità della commemorazione, ma soprattutto attraverso l’azione di ognuno, perché i cittadini d’Europa non si sentano spettatori di una storia confezionata, ma attori di un destino comune che ha anche radici comuni nella tragica esperienza di Auschwitz.

In questo senso il Comitato Regionale conferma l’impegno, sulla scorta della attività concreta già realizzata attraverso il coordinamento dei sindacati regionali delle aree definite “quattro motori” (Lombardia, Rhône-Alpes, Catalogna, e Baden-Württemberg), affinché si consolidino le basi per il coinvolgimento e l’apporto internazionale nel progetto del “treno per la memoria”.

Il progetto «In Treno per la Memoria» si esprime nella costruzione di una comunità di esperienze e di proposte formative rivolte agli studenti, ai giovani, ai lavoratori e ai pensionati. Il progetto si svolge nel corso dell’intero anno, nelle scuole e nei territori della Lombardia, ed ha nel viaggio a Cracovia ed Auschwitz il momento più significativo sul piano della conoscenza e delle emozioni.
Una delle peculiarità del progetto è l’aver scelto come mezzo di trasporto il treno, ripercorrendo il tragico tragitto delle vittime della deportazione e come atto di memoria, trasformando il treno in un vero e proprio «laboratorio itinerante» di storie e di memorie a confronto e di scambio intergenerazionale.

  • Il treno, quindi, è il luogo del lavoro sulla Memoria a cui va riservata prioritaria attenzione; i comportamenti devono essere ispirati a questa sensibilità e non al viaggio turistico, tollerando le regole come il divieto di fumare e caricare i cellulari.


In questo stesso percorso si inseriscono la visita guidata ai monumenti della storia polacca e della cultura ebraica nella città di Cracovia, il concerto musicale ed il Meeting di condivisione delle ricerche, delle esperienze e delle testimonianze.

  • Il rispetto di questi momenti e l’adesione alle attività del progetto rappresentano non un’opportunità occasionale di un viaggio turistico, ma un impegno responsabile di tutti i partecipanti per riguardo al significato e per la buona realizzazione di questa esperienza comune.


Il viaggio in treno per la Memoria rappresenta una proposta educativa e formativa rivolta a tante persone di diversa provenienza; lo scopo è quello di costruire una comunità di viaggio che attraverso la condivisione e la socialità dei comportamenti affronti, insieme, proprio sul luogo che ha sperimentato la più terribile discriminazione, il valore dell’accoglienza e del rispetto dell’altro, per vivere un’esperienza che ambisce ad arricchire la coscienza personale ed il futuro comune.

  • Il rispetto, l’attenzione e la responsabilità verso gli altri diventano una priorità assoluta negli atteggiamenti di tutti, durante tutto il viaggio. Dal comportamento di ognuno dipende il valore dell’esperienza di questa comunità (nonché la sicurezza di tutti i singoli), il senso, il significato e l’esito del viaggio comune. Perciò è necessario che tutti siano consapevoli che questa non è una “gita”, scolastica o sociale, e che sono, qui, particolarmente fuori luogo, e quindi decisamente banditi, gesti quali: abuso di alcool, lancio di oggetti dal finestrino, assembramenti musicali negli alberghi…


DURANTE LA VISITA AL MEMORIALE DI AUSCHWITZ
È molto importante ricordare che la visita al campo di sterminio di Auschwitz non è una semplice escursione turistica, ma una visita nel cimitero più grande del mondo dove più di un milione e cinquecentomila persone innocenti sono state uccise dalla barbarie umana. Un luogo quindi che merita il MASSIMO RISPETTO da parte di chi lo visita. Le regole generali possono essere così riassunte:

  • mantenere un atteggiamento in linea con il luogo visitato sia nel vestiario che nel comportamento;
  • evitare di fumare, mangiare durante la visita;
  • evitare fotografie di cattivo gusto (in posa e di gruppo) limitandosi ai luoghi e alle cose (“fareste mai una foto in posa su una tomba?”);
  • rispettare il divieto imposto ad Auschwitz I di fotografare all’interno dei Blocchi;
  • tenere un tono di voce basso;
  • rispettare tutte le regole del Museo ed evitare qualsiasi danneggiamento a luoghi e cose.


Vi consigliamo infine di visitare il luogo con calma, silenzio e preghiera (laica e religiosa) lasciando agli stessi luoghi la possibilità di “raccontarvi” l’immane tragedia.


RICORDIAMOCI TUTTI
In nessun modo il nostro comportamento deve ridurre il “viaggio per la Memoria” ad una semplice gita o ad un tour turistico, ricordiamo che si tratta, invece, di una visita in un luogo sacro. Rispettiamo le vittime innocenti a cui è stata strappata la vita nel modo più ignobile.

  • Questo rispetto ci impone di vivere e partecipare alla Commemorazione finale della visita come momento, non di celebrazione, ma di ricordo delle vittime, di riflessione e di raccoglimento personale.


LA SOTTOSCRIZIONE DEL PRESENTE CODICE È CONDIZIONE PREGIUDIZIALE PER LA CONFERMA DELLA PARTECIPAZIONE

  1. Assunzione del Codice Etico
  2. Ragioni
  3. Percorsi propedeutici
  4. Opportunità Formative
  5. Programma
  6. Per Partecipare
  7. Iniziative di restituzione al territorio

Il progetto propone un percorso di costruzione della memoria attraverso esperienze di relazione tra studenti, lavoratori, pensionati e cittadini:

  • tra studenti, nella scuola, con i lavori di approfondimento e preparazione;
  • tra giovani studenti e giovani lavoratori, con la partecipazione al viaggio, i lavori propedeutici ed organizzativi;
  • tra generazioni, con la partecipazione dei pensionati ed il lavoro di testimonianza, di trasmissione di memorie ed esperienza;
  • con il territorio, attraverso le iniziative di coinvolgimento e di comunicazione delle esperienze vissute.


Il progetto si propone, anche, come un momento significativo di rapporto personale sia sul piano delle conoscenze, sia sul piano delle emozioni, per la relazione che individua con:

I LINGUAGGI ESPRESSIVI. Assieme ai ragazzi viaggeranno musicisti, scrittori, giornalisti, studiosi, testimoni. La loro presenza arricchisce e valorizza ulteriormente il progetto e diventa un valido strumento di riflessione nella fase, successiva al viaggio, di rapporto con il territorio.


IL TEMPO Il treno, infatti, riveste un ruolo fondamentale perché offre la possibilità di rivivere l’idea dell’allontanamento coatto, attraverso l’Europa, mediante un mezzo di trasporto di massa che, con grande lentezza, ma anche con inesorabile puntualità raggiunse i campi.

Favorire la formazione personale e di cittadinanza con una propria identità, autonomia e responsabilità.

  • Attuare iniziative utili all’orientamento degli studenti, allo sviluppo delle capacità di relazione, con il contributo del mondo del lavoro.
  • Favorire la partecipazione attiva e responsabile al dialogo, all’ascolto delle testimonianze, all’uso critico dei documenti della storia e alla consapevolezza del passato per costruire il futuro
  • Educare ai valori della libertà di pensiero, della convivenza civile, della tolleranza e dell’apertura all’altro.
  • Individuare, analizzare, selezionare e comprendere testimonianze e informazioni.
  • Saper contestualizzare un evento o un processo storico.
  • Usare linguaggi espressivi per restituire in modo chiaro e ordinato la propria esperienza in diversi contesti.
  • Acquisire, attraverso il confronto, un atteggiamento consapevole e civile verso le differenze culturali e di identità.

“in Treno per la Memoria” si propone l’obiettivo dell’assunzione, da parte dei partecipanti, attiva e critica del percorso nelle diverse fasi:

  • Preparazione del viaggio nella propria sede, ricerca di materiale sulla tematica, discussione, elaborazione e messa in comunicazione dei lavori e dei percorsi propedeutici.
  • Incontri, nelle sedi dei territori provinciali, di riflessione pedagogica e approfondimento storico con gli insegnanti coinvolti nelle esperienze del viaggio.
  • Incontro, nelle sedi dei territori provinciali, dei partecipanti per preparare la compartecipazione al viaggio.
  • Azioni durante il viaggio (comunicare e raccontate agli altri compagni di viaggio le proprie esperienze, ricerche ed espressioni, informalmente negli scompartimenti del treno, tutti insieme in una serata).
  • Il materiale prodotto durante la preparazione e l’esperienza del viaggio circolerà sia all’interno della scuola di provenienza, sia altrove, nelle scuole vicine, nei paesi e nelle città della provincia (in modo che l’esperienza si estenda e si diffonda “Restituzione”).


Come sempre, a supporto delle diverse “compagnie di viaggio” (gruppi scuola) si mettono a disposizione:

  • Materiale propedeutico alla conoscenza ed all’approfondimento dell’argomento (bibliografia, filmografia, documentazione varia, ecc.).
  • Attività seminariali e laboratori.
  • Altre iniziative pubbliche (seminari con storici ed esperti, rassegna cinematografica, ecc.).
  • Coordinamento delle attività che gli studenti vorranno proporre durante il viaggio ed il soggiorno a Cracovia ed Auschwitz (letture, azioni teatrali, distribuzione di materiali, ecc.).
  • Incontri con ex deportati prima del viaggio.

Durante la stagione 2020/21 del progetto In treno per la memoria, uno studente, al termine della discussione sul lavoro di cui era coautore, pose agli interlocutori e a se stesso una domanda: a fronte di tanti miei coetanei che mi dicono “ormai queste cose già le conosciamo”, come possiamo continuare con efficacia e credibilità la ricerca sul fenomeno del concentrazionismo?

Questa proposta di ricerca prova a dare risposta a quella domanda.
Fare ricerca e didattica della storia nella scuola sul tema del sistema concentrazionario comporta oggi aver chiari i cambiamenti radicali avvenuti negli ultimi decenni sia sul piano geopolitico che nella battaglia delle idee per l’egemonia culturale ed ideologica.
Approssimando alcune fasi periodizzanti, dal ’45 all’ ’89 la Resistenza europea e i valori della cultura antifascista e antinazista hanno mantenuto centralità, nonostante la guerra fredda, come radice della rifondazione democratica del continente, insieme alla condanna della Germania nazista come unica responsabile dello sterminio. Nel post ’89, la Shoah, divenuta il perno della memoria collettiva europea, organizzata sulla centralità delle vittime, ha consentito l’emersione/esplosione di memorie divise e conflittuali, si pensi a quelle dei paesi dell’Europa centro orientale, o a quelle di quei gruppi la cui esperienza non si identificava o coincideva con il senso comune antinazista e antifascista dei vincitori della seconda guerra mondiale. Soprattutto poi dagli anni 2000, una sorta di populismo storico nazionalista ha condotto all’equiparazione e a volte al rovesciamento dei ruoli sia delle vittime, che delle parti in campo durante la guerra (fascisti e antifascisti, nazisti e antinazisti).
La capillarità e la diffusione sulla rete di siti e socialnetwork hanno consentito ad un largo pubblico l’accesso ad una mole di documenti e testimonianze multimediali, inedita finora nella dimensione. Spesso questo fenomeno ha prodotto uno scollamento tra ricerca storiografica, sottoposta al rigore critico disciplinare, e la produzione memoriale, finendo per rendere alla testimonianza un valore in sé, verità a prescindere dal vaglio critico.
Dentro questa faglia si colloca un uso politico della storia che distorce il senso degli eventi, mettendo i medesimi, decontestualizzati e manipolati, al servizio del controllo selettivo della memoria per governare il presente. Il populismo storico nazionalista si propone la contestazione dell’impianto valoriale antifascista emerso dalla seconda guerra mondiale: in ciò consiste la politica memoriale della destra sovranista, in Europa e in Italia.
Bisogna aggiungere che funzione e ruolo delle destre estreme, neofasciste e neonaziste, non è più limitata ad un gruppo di nostalgici, collocati per lo più in aree socialmente elitarie, ma ha messo radici nelle periferie urbane e popolari ed è assecondata dai gruppi dirigenti dei partiti più vicini al punto di vista nazionalpopulista, che hanno in gran parte sdoganato il fascismo legittimandone storia, teorie, idee, costumi, luoghi comuni.


Come continuare allora con efficacia e credibilità la ricerca sul fenomeno del concentrazionismo?
Riflettendo e facendo tesoro dei mutamenti negli scenari e nei soggetti in atto, di cui si é cercato di dare limitati cenni. Evitando l’accostamento acritico di fenomeni ed eventi, magari con l’intento dell’attualizzazione, indotto da una sorta di “par condicio” che annulla differenze e contesti e in ultima analisi salva la coscienza al posto di interrogarla.
Allargando gli orizzonti e approfondendo l’analisi, attraversando con coraggio territori inesplorati o in ombra.
Crediamo sia utile e necessario impegnarsi in un programma pluriennale di ricerca che passo dopo passo, con un approccio guidato dal rigore dell’analisi storiografica, si concentri su temi rimasti ai margini, o sui quali la battaglia delle idee per la costruzione del senso comune é più accesa.

A titolo di esempio:

  • la conoscenza critica delle argomentazioni del negazionismo, sia quello storico tradizionale sia quello più recente;
  • il ruolo da protagonista del fascismo italiano nel fenomeno concentrazionario, sia come stato che come regime reazionario di massa, la storia e il ruolo dei campi di concentramento in Italia;
  • la mentalità e i comportamenti diffusi che Liliana Segre chiama “indifferenza”;
  • la continuità negli apparati dello stato italiano a partire dai servizi segreti e dai corpi del Ministero dell’Interno tra regime fascista e stato repubblicano.

 

La proposta specifica per quest’anno é mettere a fuoco e conoscere criticamente:

CRIMINI E CRIMINALI DEL COLONIALISMO ITALIANO
Storia e protagonisti delle politiche e delle guerre coloniali fasciste

Un programma di lavoro così strutturato richiede risorse intellettuali ingenti e impegno metodologico rigoroso. Significa esplorare territori di ricerca in buona parte inediti o di complessa natura, conseguentemente bisogna dotarsi di una “cassetta degli attrezzi” adeguata.
A tal fine risulteranno necessarie attività preparatorie di discussione, confronto e formazione per i docenti, condotte da esperti nell’ambito della ricerca storiografica, della gestione e critica delle fonti (documentarie, iconografiche, orali), dell’uso e della decostruzione di materiali accessibili nella rete dei social network.
Per contribuire e collaborare nella preparazione dei singoli percorsi formativi che si attiveranno nei territori e nelle scuole, il progetto In treno per la memoria mette a disposizione le seguenti risorse:

Durante tutto il periodo del progetto, dalla elaborazione delle ipotesi di lavoro al viaggio, le classi e i docenti potranno contare sull’aiuto/consulenza del gruppo di lavoro didattico del Comitato In treno per la memoria

NOVEMBRE 2021
Incontro seminariale di una giornata, rivolto ai docenti in ciascun territorio (sede da definire):

  • nella mattinata, presentazione e discussione del progetto annuale, presentazione di documentazione per avviare lo studio e l’approfondimento del tema (bibliografia, filmografia, siti internet dedicati);
  • nel pomeriggio, incontro discussione con uno storico per un primo approccio specialistico al tema (gli incontri tra lo storico e i docenti dei territori saranno registrati e resi disponibili sul sito del progetto).


GENNAIO 2021
Convegno/seminario regionale finalizzato al confronto tra i docenti aderenti al progetto sulle ipotesi di lavoro nelle classi con la presenza di storici ed esperti.

MARZO 2022
Viaggio in treno:
laboratori sul treno di elaborazione e approfondimento.

21 APRILE 2022
Incontro “Il nostro compito dopo il rientro da Auschwitz”, presso la Casa della Memoria di Milano, con Anpi e ISREC di Bergamo.
“il nostro compito dopo il rientro da Auschwitz”

Giovedì 31 marzo 2022

  • partenza ore 12.00 da Milano centrale
  • la “Comunità di Viaggio”, attività di laboratorio in treno con studenti, docenti e lavoratori
  • pernottamento in treno


Venerdì 01 aprile 2022

  • arrivo a Cracovia Płaszów, ore 11,00 circa
  • Pranzo in albergo
  • Pomeriggio visita guidata della città, del quartiere ebraico di Kazimierz e del ghetto di Płaszów
  • Cena
  • Pernottamento in albergo


Venerdì 01 aprile 2022

  • visita al campo di Auschwitz
  • Pranzo in vari ristoranti di Oświęcim
  • visita al campo di Birkenau
  • commemorazione al memoriale della Shoah
  • Cena in albergo
  • Pernottamento in albergo

Domenica 03 aprile 2022

  • ore 9.30, MEETING “Condivisione delle ricerche, delle esperienze e delle testimonianze”
  • pranzo
  • pomeriggio libero
  • ore 17.00 partenza per Milano
  • Pernottamento in treno


Lunedì 04 aprile 2022

  • ore 14.00 circa arrivo a Milano (orario soggetto a conferma)

Scarica il programma completo

Programma Auschwitz 2022

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Modulo di contatto

Sarete ricontattati quanto prima dal personale organizzativo del Comitato in Treno per la Memoria.

Termini e condizioni

I dati forniti saranno utilizzati soltanto per ricontattare il richiedente nel merito dell’iniziativa “In Treno per la Memoria” e non verranno in alcun modo ceduti a terzi.