Comitato “in Treno per la Memoria” viale Palmanova 22 20132 Milano CRACOVIA Cracovia è stata la capitale della Polonia fino al fine del 16° secolo, quando la capitale venne spostata a Varsavia. Al giorno d'oggi Cracovia è la quarta città della Polonia, ma tutti i polacchi la considerano la capitale culturale del paese. La famosissima università Jagellonian, il castello di Wawel e una delle più grandi piazze antiche d'Europa, sono tutte contenute in uno dei centri storici meglio conservati in Europa. La città vecchia di Cracovia è diventata monumento mondiale preservato dall'Unesco. Pochi minuti a piedi a sud della città vecchia, separata dalla Via Jozefa Dietla, si trova il vecchio distretto di Kazimierz. Fino al 1880 la Dietla era un affluente della Vistola e Kazimierz era un'isola. Kazimierz di Cracovia fu fondata come città separata da Casimiro III di Polonia nel 1335, e in seguito fu chiamata proprio come il re. Nel 1495 nella parte est di Kazimierz, furono trasferiti gli ebrei di Cracovia. Il Kazimierz, intorno a via Szeroka, diventò il centro del quartiere ebraico di Cracovia. La cultura ebraica ha reso l'intera città più ricca, fino a quando, durante al seconda guerra mondiale, tutta la comunità ebraica di 64.000 individui fu deportata nei vicini campi di concentramento, incluso Auschwitz. Alla fine della guerra solo 6000 ritornarono. Quello che è rimasto della comunità ebraica di Cracovia è testimoniato dalle numerose sinagoghe che sono state preservate e restaurate. Cracovia offre diverse attrattive anche all’esterno della città vecchia. Un piacevole spunto è offerto dal quartiere ebraico, che vide deportare la sua comunità negli anni bui dell’invasione nazista. Per questo motivo Spielberg ambientò qui parte del suo famosissimo Shindler’s List. Oggi sono rifioriti negozi e locali all’insegna della cultura yiddish e all’interno della vecchia sinagoga è ospitato il museo dell’Olocausto il ghetto di Cracovia (1939 - 1943) L’itinerario di visita può iniziare dal Wawel, dopo aver abbandonato qualunque mezzo di locomozione per immergersi in pieno nell’atmosfera tipica di Cracovia, fatta di piccoli spazi e scorci da scoprire con calma. La città fiorì lungo la via dell’ambra, in direzione del Baltico. La collina del Wawel è uno dei gioielli polacchi e da secoli è occupata da un complesso che ospita alcuni edifici importantissimi. Primo fra tutti il palazzo reale, sede storica dei re nella lunga parentesi che vide Cracovia capitale di un regno che nel periodo di maggior splendore si estendeva dal mar Baltico al mar Nero, includendo territori oggi spartiti tra Germania, Lituania, Ucraina e Bielorussia. Oggi il palazzo ospita un museo che espone splendidi arazzi, il tesoro della corona, insegne reali e mobili antichi. Il passato qui si mescola alla storia moderna, quando nel 1939 il governatore generale nazista Hans Frank insediò, grazie alla sua posizione strategica, la sede del governatorato polacco. All’interno del Wawel, oltre al Castello con il cortile rinascimentale degli architetti fiorentini Francesco della Lora e Bartolomeo Berecci, si trova un altro grande richiamo storico-architettonico: la gotica cattedrale di San Venceslao. La cattedrale ha fatto da cornice per secoli ai principali avvenimenti delle casate reali polacche: incoronazioni, matrimoni, funerali. Per questo motivo l’interno ospita i tumuli di regnanti e dei rispettivi familiari e altri capolavori. Accanto all’ingresso del Wawel inizia l’antica Via Reale, ricca di monumenti e notevoli edifici storici, che porta direttamente nel cuore pulsante della città vecchia: la Piazza del Mercato (Rynek Glowny). Questa è una delle piazze medievali più grandi d’Europa, con i suoi 200 metri di lato che racchiudono un’infinità di tesori. L’edificio al centro dello sterminato quadrato è lo skiennice, l’antico mercato dei tessuti. Attraversando una delle porte che si affacciano sulla piazza ci si ritrova improvvisamente immersi nell’animato bazar ospitato all’interno, proiettati in una atmosfera medievale, fatta da antiche cancellate in metallo che racchiudono i diversi settori del mercato, enormi lampadari pendenti da un soffitto decorato con gli stemmi delle città polacche, e che diffondono una luce soffusa sulle antiche botteghe dalle facciate intagliate nel legno. Tornando all’esterno, a metà strada con la splendida chiesa gotica di Santa Maria Vergine Assunta, si incrocia la grande statua di Adam Mickiewicz, il più grande poeta romantico polacco. La chiesa di Santa Maria è uno dei luoghi del grande cambiamento avvenuto in Polonia negli ultimi anni. Ospita giornalmente funzioni cui la popolazione partecipa in massa ed è il principale centro di culto della città. La sua forma cattura immediatamente l’occhio. Come uno scherzo rinascimentale, le due torri che incorniciano la facciata sono differenti l’una dall’altra per stile e altezza. Quella di sinistra, la più alta, è coronata da un complicato gioco di otto piccole torri che terminano in una cupola dorata. Da qui ogni giorno, alle 12, si diffondono le note dell’inno mariano suonate da un trombettiere in costume che cessa improvvisamente l’esecuzione. L’origine di questa tradizione affonda nella storia, in uno dei molti periodi tormentati della città. Durante il medioevo Cracovia era vittima delle incursioni delle orde tartare e durante una sortita la sentinella in cima al campanile riuscì ad avvistare le avanguardie nemiche e dare l’allarme. Dopo pochi istanti fu trafitto alla gola da una freccia, ma la città riuscì ugualmente a salvarsi e da allora quell’avvenimento è rievocato giornalmente. L’interno è ricco di opere d’arte, tra cui il più grande altare ligneo gotico d’Europa. A lato della chiesa inizia la bellissima via Florianska, ricca di edifici e locali storici per la borghesia, la nobiltà e la cultura cracoviane. Al fondo della via si apre la porta di San Floriano. Questo è uno degli angoli più caratteristici della città, grazie all’esposizione permanente di dipinti eseguiti da pittori di strada. La porta fa parte di quella che un tempo era la cinta muraria della città, guarnita con quasi 50 torri, ora ridotte a tre. Poco oltre si erge la massiccia mole del barbacane, un bastione difensivo coevo delle mura. Si possono descrivere decine e decine di altri tesori nascosti nella città, come il museo Czartoryskich che annovera tra le sue opere d’arte la famosa “Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci, dalla storia travagliata, e il “Paesaggio con il buon samaritano” di Rembrandt. Oppure il singolare teatro Slowacki, costruito secondo il modello dell’Opera di Parigi. Proseguendo all’inteno della città vecchia ci si imbatte nel quartiere universitario, dove si possono ammirare il cortile e le arcate tardogotiche del Collegium Maius che costituiscono il cuore dell’università Jagellonica. All’interno del museo storico è esposto il prezioso mappamondo in oro del 1510 con la prima rappresentazione dell’America e nella vicina biblioteca vi sono migliaia di incunaboli, decine di migliaia di antiche stampe tra cui l’originale manoscritto di Copernico, del 1543, “De revolutionibus orbium coelestium”. La storia dell’università annovera in egual numero periodi fiorenti e decadenti. L’ultimo di questi risale all’occupazione nazista, quando i tedeschi chiusero l’ateneo deportando in massa i professori. Le lezioni proseguirono clandestinamente nelle case di intellettuali fino alla liberazione. Tornando nella piazza del mercato, nell’angolo opposto alla chiesa di Santa Maria si erge solitaria la torre del Municipio, ultimo baluardo rimasto dell’antico edificio crollato all’inizio del XIX secolo. Un  angolo trascurato dagli itinerari standard è il quartiere industriale Nowa Huta, letteralmente Nuova Fonderia. Questo quartiere, costruito subito dopo la fine della Seconda Guerra mondiale per creare un forte insediamento operaio in una città come Cracovia, ritenuta troppo intellettuale e borghese, è in tipico stile sovietico. Il quartiere, infine, ospita la bellissima Arka Pana (Arca del Signore). La prima pietra di questa chiesa, proveniente dal sepolcro di San Pietro e regalata da papa Paolo VI, fu posta nel 1965 da Karol Wojtila. Le forme moderne simboleggiano una nave e all’interno sono ospitate numerose opere d’arte originali e uniche nel loro genere. Nelle vicinanze le zone di interesse includono la miniera di sale a Wieliczka, i Monti Tatra, la città storica di Czestochowa e il Parco Nazionale di Ojcow. CON L’ALTO PATRONATO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA